Le fanzine mi hanno fatto scoprire il punk e l'hardcore.
E una volta l'ho pure fatta una fanzine, quando ancora non andavo ai concerti e nemmeno scaricavo gli mp3.
E non per una questione etica ma perchè il 56k era una merda e ad internet preferivo andarmene in giro con gli autobus insieme ad altri disadattati o con un buon libro e il walkman a palla. Niente notturni e di dormire in stazione non se ne parlava e poi non associavo l'essere punk alla presenza fissa ai concerti.
La fanzine si chiamava Inquietudine, era scritta male e impaginata peggio, poche pagine, un articolo a testa ma aveva dei disegni molto belli, tutti realizzati da un'amica che nel corso degli anni ho perso di vista, purtroppo.
E invece di studiare per l'esame di maturità, passavo le giornate a tagliare, incollare e assemblare quelle paginette. Dieci minuti dopo l'assurdo rituale della discussione orale sono andato a stampare una cinquantina di copie: la maggior parte sono passate per le mani di qualche compagno di scuola per poi finire sparpagliate lungo la strada che portava al liceo classico Orazio.
Dopo quel tentativo andato a male, insieme agli amici dell'epoca mi ero messo in testa di fare sul serio.
E non per una questione etica ma perchè il 56k era una merda e ad internet preferivo andarmene in giro con gli autobus insieme ad altri disadattati o con un buon libro e il walkman a palla. Niente notturni e di dormire in stazione non se ne parlava e poi non associavo l'essere punk alla presenza fissa ai concerti.
La fanzine si chiamava Inquietudine, era scritta male e impaginata peggio, poche pagine, un articolo a testa ma aveva dei disegni molto belli, tutti realizzati da un'amica che nel corso degli anni ho perso di vista, purtroppo.
E invece di studiare per l'esame di maturità, passavo le giornate a tagliare, incollare e assemblare quelle paginette. Dieci minuti dopo l'assurdo rituale della discussione orale sono andato a stampare una cinquantina di copie: la maggior parte sono passate per le mani di qualche compagno di scuola per poi finire sparpagliate lungo la strada che portava al liceo classico Orazio.
![]() |
| Inquietudine #0 - giugno 2004 |
Dopo quel tentativo andato a male, insieme agli amici dell'epoca mi ero messo in testa di fare sul serio.
Due anni di lavoro, tre interviste fiume (Robertò di Hellnation, Simone Lucciola e Ceppaflex !), poster staccabile anticlericale, speciale sul sabotaggio pratico delle scuole, due racconti "pulp", fumetti sconci, focus sui film necrofili, tonnellate di recensioni, cazzate provocatorie, roba tipo svastiche, cazzi spaccati a metà (BME non andava così di moda) e amenità varie. Un backup andato male e con una botta di culo abbiamo perso tutto, testi e impaginazione. C'è voluto un bel po' di tempo per elaborare il lutto e farmi passare la voglia di fare una fanzine.
L'unica parte non ancora scritta era l'introduzione: un omaggio-tributo-riconoscimento a chi, fino a quel momento, era stato uno dei nostri "cattivi maestri" e la serie di motivi che mi avevano spinto ad aprire una distribuzione di fanzine. Poi la distro è partita, per pigrizia e incazzatura non abbiamo mai usato il nostro blog per proclami o manifesti e quindi l'omaggio è andato in fumo.
Prima dichiarazione di intenti: la distro è morta, questo blog sarà una specie di diario di quello che abbiamo combinato e ho deciso di usarlo anche per scrivere parte di quello che avremmo dovuto scrivere negli anni passati. Se vi interessa piacere, se non vi interessa tanti saluti.
Ormai il treno è passato e non ha più senso raccontare alcune storie o parlare di certe persone - dischi - concerti. Proprio per questo ho deciso di farlo. Amarcord e non autocelebrazione sia chiaro.
Non sarà solo questo, certo, ma una buona dose di pagine ripescheranno nel passato, incerto come il presente.
E in questo momento particolare in cui le fanzine sono quasi tutte evaporate, le webzine si contano sulle dita di una mano, blogspot ha rimosso i suoi contenuti e il cadavere di myspace galleggia a malapena, (e questo non è un male) sento forte la necessità di leggere e di scrivere.
Che fine hanno fatto le interviste ai gruppi, i report dei tour europei, i diari punk (Abbestia, Permanent Vacation, Stewey's Star...)? E' davvero facebook l'unica voce del punk-hc? Non lo so, per il momento mi tengo la mia paginetta e ci verso dentro tutto quello che mi suggerisce il mio cranio bacato.
Che fine hanno fatto le interviste ai gruppi, i report dei tour europei, i diari punk (Abbestia, Permanent Vacation, Stewey's Star...)? E' davvero facebook l'unica voce del punk-hc? Non lo so, per il momento mi tengo la mia paginetta e ci verso dentro tutto quello che mi suggerisce il mio cranio bacato.



